Ci sono giorni in cui ti convinci che la vita si sia dimenticata di te.
Succede piano.
Un "no" dopo l'altro.
Un dolore che ti costringe a fermarti.
Un sogno che sembra allontanarsi proprio quando pensavi di averlo raggiunto.
Lei aveva imparato a fare i conti con tutto questo.
Con il corpo che, a volte, decideva di rallentare.
Con le porte che si chiudevano senza darle nemmeno il tempo di spiegare chi fosse davvero.
Con le notti in cui il silenzio faceva più rumore dei pensieri.
Eppure, ogni mattina, c'era una bambina che la chiamava "mamma".
E bastava quella voce a ricordarle che, anche nei giorni peggiori, qualcuno aveva bisogno del suo sorriso.
Non era un sorriso perfetto.
Era un sorriso stanco.
Ma era vero.
Quando tutti le dicevano di lasciar perdere, lei continuava a scrivere.
Riempiva pagine.
Inventava storie.
Creava giochi.
Seminava parole senza sapere se qualcuno, un giorno, le avrebbe raccolte.
A volte si chiedeva se tutto quello sforzo avesse un senso.
Se quei piccoli semi sarebbero mai diventati qualcosa.
Poi capì una cosa.
I semi non fanno rumore quando crescono.
Lo fanno in silenzio.
Proprio come il coraggio.
E allora smise di misurare la sua vita in successi.
Cominciò a misurarla in tentativi.
Perché ogni volta che si rialzava dopo una delusione...
ogni volta che sceglieva di amare invece di arrendersi...
ogni volta che decideva di ricominciare...
stava già vincendo.
Forse non esistono persone che non cadono.
Esistono persone che, nonostante tutto, continuano a seminare.
Perché sanno che, prima o poi, qualcosa fiorirà.
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