Come si cura un ricordo?

Pubblicato il 21 febbraio 2026 alle ore 11:00

Alcuni ricordi non fanno rumore.

Arrivano piano, come una brezza che sa di passato. Altri invece si impongono: urlano, graffiano, tornano quando meno te lo aspetti.

 

Non tutti i ricordi hanno bisogno di essere cancellati.

Ma molti hanno bisogno di cura.

 

Si cura un ricordo guardandolo in faccia, anche se fa male.

Si cura concedendosi il diritto di sentire tutto: la nostalgia, la rabbia, il rimpianto, l'amore. Anche se è confuso.

 

A volte si cura lasciandolo andare.

Altre volte, tenendolo stretto ma in modo nuovo.

Senza farci del male. Senza pretendere che sia diverso da com'è stato.

 

Si può scrivere un ricordo, disegnarlo, raccontarlo a qualcuno che sa ascoltare.

Dargli forma è un modo per non farlo marcire dentro.

Per farlo respirare.

 

Curare un ricordo non significa dimenticare.

Significa trovare un posto dove possa stare, senza invadere tutto.

Un angolo della memoria dove non brucia più, ma scalda.

 

E un giorno, quel ricordo che sembrava troppo,

diventa parte di noi.

Non più ferita. Ma tessuto.

 

 

 

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